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Key del certificato digitale ssl persa. Senza non posso reinstallarlo: come fare?
Questa operazione può essere necessaria in caso tu volessi utilizzare il certificato digitale su un nuovo server.
Per funzionare infatti, il certificato ssl deve essere associato alla sua key. Se non hai modo di recuperare la key utilizzata per generare il CSR, purtroppo non hai modo di reinstallare il certificato ad esso collegato. La soluzione consiste nel chiedere il reissue del certificato alla Certification Authority che l’ha generato, utilizzando una nuove key e un nuovo CSR, che verranno riconosciuti come validi in sostituzione dei precedenti.
ATTENZIONE: a seguito del reissue il vecchio certificato non sarà più valido.
Cos’è lo stato di un dominio?
Lo stato è la condizione operativa di un dominio: indica la situazione attuale di un dominio e ne suggerisce le possibili evoluzioni. A ogni dominio sono associati uno o più stati, che possono essere verificati interrogando il whois.
I più comuni stati sono i seguenti:
- il dominio è attivo e non è interessato da nessuna operazione: ok
- il dominio è inesistente, libero quindi per la registrazione: not found / available
- il dominio è in fase di trasferimento presso un altro Registrar: transferInProgress
- il dominio è in fase di rinnovo della sua scadenza annua: autoRenewPeriod
- il dominio non è stato rinnovato ed è in fase di cancellazione: pendingDelete / Expired
Nota: le tipologie degli stati e i loro nomi possono variare in base all’estensione.
Cos’è il whois di un dominio?
Il whois è un sistema utile per ottenere le informazioni su un determinato dominio.
E’ raggiungibile attraverso un’interrogazione con specifico comando al whois server o tramite un’interfaccia web. Le informazioni in esso contenute sono principalmente lo stato del dominio, la data di creazione, quella di scadenza e dell’ultimo aggiornamento, i dati di contatto*, il Registrar che lo ha in gestione e i DNS ad esso associati.
*A causa dell’introduzione di norme sempre più restrittive sul trattamento dei dati personali (es: GDPR) sempre più spesso i dati di contatto dell’intestatario vengono oscurati.
Questo è l’esempio dei dati di whois che si ottengono in risposta all’interrogazione per il dominio “registro.it”:
Domain: registro.it
Status: ok
Signed: yes
Created: 2005-12-16 00:00:00
Last Update: 2019-02-21 12:17:06
Expire Date: 2019-12-31
Registrant
Organization: ccTLD '.it' Registry - IIT/CNR
Address: Via Giuseppe Moruzzi 1
Pisa
56124
PI
IT
Created: 2007-03-01 10:26:04
Last Update: 2013-01-17 16:43:35
Admin Contact
Name: Domenico Laforenza
Organization: Istituto di Informatica e Telematica del CNR - ccTLD ".it" Registry
Address: Via Giuseppe Moruzzi, 1
Pisa
56124
PI
IT
Created: 2008-07-11 11:23:04
Last Update: 2013-01-17 16:43:35
Technical Contacts
Name: Daniele Vannozzi
Organization: Istituto di Informatica e Telematica del CNR - ccTLD ".it" Registry
Address: Via Giuseppe Moruzzi, 1
Pisa
56124
PI
IT
Created: 2002-02-20 00:00:00
Last Update: 2013-01-17 16:43:35
Name: Maurizio Martinelli
Organization: Istituto di Informatica e Telematica del CNR - ccTLD ".it" Registry
Address: Via Giuseppe Moruzzi, 1
Pisa
56124
PI
IT
Created: 1998-04-14 00:00:00
Last Update: 2013-01-17 16:43:35
Registrar
Organization: ccTLD 'it' Registry
Name: REGISTRY-REG
Web: http://www.registro.it
DNSSEC: yes
Nameservers
dns.nic.it
nameserver.cnr.it
m.dns.it
r.dns.it
Errore verifica dns di un .it: come risolvere il problema?
I check sui dns vengono eseguiti direttamente dal Registro IT, secondo sue specifiche. Per questo motivo non è possibile per nessun Registrar evitare questo genere di controlli, ai quali devono sottostare tutti i domini .it.
Se ti viene segnalato un errore, uno o più record non sono impostati correttamente, oppure sui dns è del tutto assente la configurazione per quel dominio. In entrambi i casi, devi verificare i dns (o chiedere al tuo provider di farlo). Uno degli errori più tipici consiste nell’avere indicato nei record NS dei nameserver diversi da quelli specificati per il dominio, oppure utilizzare nel record MX un valore che rimandi a un CNAME (è obbligatorio si riferisca a un record A).
Per aiutarti a diagnosticare l’errore di configurazione dei dns puoi usare il tool online DNS Check, messo a disposizione direttamente dal Registro IT.
I problemi possono essere diversi ed è necessario effettuare una corretta analisi. Per questo motivo, è fondamentale rivolgersi a un operatore qualificato per la registrazione dei domini tuoi e dei tuoi clienti.
Come effettuare il reissue di un certificato ssl?
Questa operazione consente di rigenerare il certificato partendo da un nuovo CSR. Dovrai quindi creare un nuovo CSR (e la sua key, che va salvata per poter installare il certificato su altri server), poi effettuare il login al pannello della Certification Authority che ha emesso il certificato e chiedere il reissue, utilizzando il CSR appena generato. Completata la procedura di validazione verrà emesso un nuovo certificato, a sostituzione di quello precedente.
Questi i link ai pannelli delle principali CA:
Per ottenere le credenziali di accesso è necessario registrarsi secondo quanto indicato nella pagina di login. In base alla Certification Authority la procedura di registrazione può cambiare leggermente, ma in generale verranno chieste alcune informazioni legate al certificato per il quale vuoi emettere il reissue. In caso venissero chieste delle credenziali di accesso che non hai a disposizione, sarà necessario eseguire la procedura di recupero nome utente (Forgot your username?) e successivamente quella di recupero password (Forgot your password?).
NOTA: a seguito del reissue, la key e il CSR precedenti verranno sostituiti da quelli nuovi e il vecchio certificato non sarà più valido.
Cos’è un TLD
I Tld (Top Level Domain) sono i domini di primo livello, identificati da ciò che sta alla destra del primo punto (“.”) di un nome a dominio leggendolo da destra a sinistra (es: .com).
I TLD si suddividono principalmente in due gruppi:
- ccTLD (country code Top Level Domain) che fanno riferimento a Paesi, Nazioni o aree geografiche come .it, .de, .fr, .uk o .eu (esempio nomeasy.it);
- gTLD (generic Top Level Domain) che hanno carattere generico come .net, .com. o .org. (esempio nomeasy.com).
Si tende a riferirsi ai TLD anche con il termine di “estensioni” di dominio, perché i Registri generalmente mettono a disposizione registrazioni basate su domini di primo livello (.com, .net, .it). In casi particolari però il termine può riferirsi a domini di secondo livello, perché alcuni Registri hanno estensioni che sono di fatto degli SLD (es: .co.uk, .edu.it, com.cn).
Cosa sono i domini IDN?
I domini IDN (Internationalized Domain Name) sono quei domini il cui nome è composto da una o più lettere accentate o caratteri “speciali” diversi da quelli standard occidentali (si pensi ad esempio alle lettere del cirillico o dell’alfabeto cinese).
Inizialmente i nomi a dominio potevano essere formati solamente da caratteri non accentati, così per riferirsi al diffusa bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi si utilizzava caffe.it, oppure per indicare l’istituto d’istruzione superiore si utilizzava universita.it.
Grazie alla successiva introduzione di un sistema di conversione che permettesse l’utilizzo delle accentate (chiamato PUNYCODE) si è reso possibile registrare i domini IDN con i corretti caratteri accentati, come caffé.it e università.it.
Cos’è un dominio?
Chiamati anche nomi a dominio (in inglese domain names), i domini sono i nomi che identificano una risorsa in una Rete. Nell’accezione più diffusa su Internet, il dominio è l’identificativo di un sito web o di un server.
I nomi a dominio seguono una gerarchia, intervallando i diversi “livelli” con un punto (“.”). Leggendo da sinistra a destra, si va dalla risorsa più generica a quella più specifica. Si ha così il dominio di primo livello (Top Level Domain o Tld), di secondo livello (Second Level Domain, quello a cui ci si riferisce comunemente con il termine “dominio”), di terzo livello (Third Level Domain) e così via.

Cos’è un dominio di secondo livello?
Un dominio di secondo livello (Second Level Domain) è un nome a dominio che è stato registrato su uno specifico TLD. Per esempio, nomeasy.com è un dominio di secondo livello, mentre .com è il domino di primo livello.
Cos’è un Registrar?
ll Registrar è un fornitore di servizi che ha stipulato un contratto con un Registro. Questo “accreditamento” gli consente di gestire i nomi a dominio conto terzi, registrandoli per i propri clienti.
Rivolgersi a un Registrar accreditato è garanzia di affidabilità, in quanto la sottoscrizione di un contratto con il Registro – che può venire sciolto in caso di inadempienza – obbliga il Registrar a seguire scrupolosamente le norme di registrazione dei domini, pensate per tutelare gli intestatari.
Nomeasy è un Registrar accreditato presso il Registro.it, con sigla NOMEASY-REG.
Cos’è il Registro dei domini?
Un Registro (o Registry) è l’organizzazione responsabile dell’assegnazione e gestione dei domini e della relativa infrastruttura tecnica, sotto una determinata estensione (.it, .eu, ,com, ecc.). Generalmente non è possibile registrare i domini direttamente presso il Registro, ma è necessario passare attraverso degli operatori abilitati, chiamati Registrar.
Ad esempio, il Registro .it è l’organizzazione che ha il compito di regolare e gestire le registrazioni dei domini .it.
Cosa sono i server dns? A cosa servono i nameserver?
I server DNS – conosciuti anche come nameserver – sono computer che si occupano di instradare il traffico in Internet verso la risorsa desiderata.
Detto così sembra molto complicato, vediamo di chiarire.
Per “risorsa” si intende un sito web, oppure un server dove risiede una casella di posta (il destinatario di un’email). L’indirizzo identificativo di una risorsa di Rete corrisponde a un indirizzo ip, che è una serie di quattro terne numeriche intervallate da punti (es: 64.111.125.177). Siccome inserire questi numeri per visualizzare un sito web risulterebbe poco pratico, i server dns si occupano di convertire questo indirizzo in un nome a dominio che sia di facile memorizzazione.
In questo modo, per visualizzare ad esempio il sito di nomeasy è sufficiente scrivere nella barra dell’indirizzo www.nomeasy.com invece di 64.111.125.177: penserà poi il server DNS a convertire il dominio nel suo corrispondente indirizzo ip, così da contattare il server richiesto.
In pratica i server dns aiutano a rendere “umano” l’utilizzo di Internet, consentendo l’utilizzo di domini composti da parole facilmente riconoscibili e memorizzabili, invece del freddo linguaggio numerico dei computer. Ciò avviene attraverso uno “stradario” che ha scritto al suo interno l’indirizzo esatto dove trovare ogni cosa che cerchiamo in Rete.
P.S. In realtà la questione è più complessa, ma per lo scopo che si prefigge questo sito si è scelto di semplificare e ridurre al minimo i tecnicismi.
Devo trasferire un dominio .de, ma l’attuale gestore dice che per potermi dare l’authcode devo prima fargli avere i dati di un contatto residente in Germania, così da disattivare il servizio di presenza locale: che cosa significa?
Il trasferimento dei domini .de è spesso macchinoso, per spiegarlo serve una breve premessa.
Il Registro tedesco prevede che i domini .de possano venire registrati esclusivamente da soggetti residenti in Germania, quindi nessun italiano può realmente intestarsi un .de. In casi simili è tuttavia possibile avvalersi di un servizio di presenza locale (local presence), che fornisce una sorta di “prestanome” che figura nel whois con i dati di una società tedesca, mascherando l’intestatario sottostante. A meno che tu non abbia una filiale in Germania alla quale hai intestato il dominio, stai con ogni probabilità utilizzando un servizio di presenza locale.
Tornando ai trasferimenti, il problema nasce dal fatto che, quando è attivo il servizio di local presence, non è possibile ottenere un authcode valido. Per ottenerlo e poter quindi trasferire il dominio, è necessario prima disattivare il servizio di local presence.
L’unico modo per trasferire un dominio .de in questi casi consiste nell’intestare il dominio a un soggetto con residenza in Germania ma, se state usando la local presence, è proprio perché non avete a disposizione un soggetto residente in Germania a cui intestare il dominio, altrimenti lo avreste fatto fin dall’inizio… e qui si cade in un circolo vizioso che rende impossibile a livello pratico spostare il dominio.
Fortunatamente c’è una soluzione, e consiste nel far modificare all’attuale gestore i dati dell’intestatario, sostituendoli con quelli del servizio di presenza locale che andrai ad attivare successivamente al trasferimento. I dati di questo contatto vanno chiesti al nuovo gestore del dominio (quello presso il quale vuoi trasferirlo).
Così facendo, il dominio si ritroverà con il servizio di presenza locale disattivato, un contatto correttamente residente in Germania e un authcode valido da utilizzare per il trasferimento.
Il trasferimento di un .eu viene rifiutato con errore “Request failed at registry”, oppure “Request recognized as harmful and will not be processed”. Come posso completare con successo l’operazione?
Il Registro ha rifiutato il trasferimento perché considera l’operazione potenzialmente fraudolenta. E’ una procedura prevista dal Registro dei .eu Eurid che, quando si attiva, rende il trasferimento piuttosto difficoltoso a causa della difficoltà a stabilire le motivazioni del blocco.
Il problema risiede in qualche informazione non congruente con i dati attuali del dominio, cosa che rende il trasferimento sospetto agli occhi del Registro. I passaggi completi da seguire per assicurarsi di non avere problemi nel trasferimento di un .eu sono i seguenti:
- se ti viene chiesto, assicurati di scegliere di NON variare l’intestatario durante l’avvio dell’ordine.
- inserisci i dati del contatto in modo che siano identici a quelli attuali, visibili nel whois su Eurid.
- se anche così facendo l’errore persiste, cambia i dati presso l’attuale gestore (è sufficiente una modifica minima) e poi rilancia richiesta, avendo ovviamente cura di utilizzare gli stessi, identici dati (comprese maiuscole, minuscole, virgole e punti).
- un altra soluzione può essere quella di chiedere all’attuale gestore il cambio di authcode. In caso il gestore non permetta di farlo (o trasmetta un authcode uguale a quello precedentemente fornito) collegati a https://my.eurid.eu, registrati per ottenere l’accesso e da lì chiedi la variazione dell’authcode.
Nello stesso pannello è inoltre possibile verificare se il dominio è intestato a persona fisica o a società (in questo caso è compilato l’oggetto org). - ottenute queste nuove informazioni, fai una nuova richiesta di trasferimento utilizzando il nuovo authcode e specificando la tipologia di soggetto così come l’hai ricavata dal pannello di Eurid.
Seguendo tutti i passaggi nell’ordine indicato dovresti sbloccare la situazione e completare con successo il trasferimento del dominio.
Perché è importante registrare il proprio nome a dominio?
Dire che al giorno d’oggi ogni attività debba avere una presenza online non solo non è più una cosa particolarmente innovativa, ma è un’affermazione oramai scontata.
Il labile confine tra la vita reale e quella virtuale si sta sempre più assottigliando. Anche i fruttivendoli stanno scoprendo i vantaggi di avere un sito web e gestire una comunicazione diretta con i propri clienti, ad esempio per inviare una newsletter periodica che avvisi dell’inizio di una stagione e della disponibilità di nuovi frutti.
Qualunque sia l’approccio utilizzato per gestire la propria presenza in Internet, tutto ruota prevalentemente attorno alla comunicazione. Uno dei fattori più importanti è pertanto quello di farsi riconoscere ed essere facilmente memorizzabili. Ed è proprio ciò a cui serve un nome a dominio: farsi riconoscere attraverso una parola identificativa, semplice da ricordare.
Nell’esempio di sopra, il fruttivendolo potrà scegliere un dominio che rimandi al nome della propria attività (fruttadamarco.it), a quello di un prodotto particolare che lo distingua dalla concorrenza (fruttaesotica.it), all’area di provenienza dei suoi prodotti (fruttavallelunga.it) o a quello della zona che serve (fruttabrescianord.it). In ogni caso, disporrà di un chiaro identificativo della sua presenza in Rete.
RISULTARE PROFESSIONALI
Oltre a ciò, va anche considerato un aspetto legato all’autorevolezza. Un’attività che dispone di un dominio proprio trasmette una sensazione di serietà ben diversa rispetto a quella che utilizza il dominio di qualcun altro. Potrà sembrare una sottigliezza, ma a livello di percezione è ben diverso scrivere da info@avvocatorossi.it piuttosto che da avvrossi72@gmail.com. Nel secondo caso il “professionista” sta dicendo che per la sua importante attività lavorativa non ha manco investito una cifra irrisoria per dotarsi di un nome distintivo che fosse suo. Invece, ha preferito risparmiare e utilizzare un servizio gratuito, “amatoriale”, lo stesso utilizzato dai ragazzini quando vogliono avere un’email per comunicare con i propri amici (ammesso che i più giovani utilizzino ancora l’email… ma questo è un altro discorso).
In pratica, le comunicazioni legate alla tua attività e la sua immagine in Internet, che di sicuro vorresti venissero percepite come serie e affidabili, risulterebbero “di altri”, erogate attraverso una piattaforma gratuita, pensata per chi non ha esigenze professionali: come invitare un cliente nella propria sede e poi incontrarvi a una panchina di un parco pubblico. In alcuni casi potrebbe risultare anche simpatico e naïf… ma sicuramente non professionale.
FARSI TROVARE FACILMENTE
Spesso inoltre chi ha un proprio dominio avrà anche un sito web, del tipo www.avvocatorossi.it. Facile da ricordare, identifica subito chi siamo e cosa facciamo. Chi ci conosce o la persona a cui è stato consigliato il nostro servizio non avrà problemi a trovarci. Nel caso di avvrossi72@gmail.com invece, probabilmente non esisterà nessun sito web (errore grave, visto quanto detto più sopra), oppure sarà un sito con un indirizzo del tipo avvrossi72.altervista.org oppure www.nomeisp.it/websites/avvrossi72: a voi giudicare quale soluzione risulti più seria, elegante e facile da ricordare.
UN DOMINIO E’ PER SEMPRE
Infine, la questione va vista nel tempo: intestandosi un dominio col nome della propria attività ci si assicura il diritto di poterlo utilizzare per sempre, indipendentemente dal fornitore di servizi che andremo a scegliere. Non importa se cambierai la tua connessione adsl da Tim a Vodafone, oppure se un giorno Gmail non fornirà più le sue caselle di posta gratuite, perché info@avvocatorossi.it continuerà sempre a funzionare, in virtù di essere su un TUO dominio. Diversamente, augurati di non fare uso nel tuo lavoro di biglietti da visita, carta intestata, timbri o scritte sui furgoni, perché dovresti rifare tutto. Sempre sperando che i tuoi contatti aggiornino velocemente l’indirizzo di posta e non continuino a scriverti sulla vecchia email.
Da qualsiasi lato si guardi la questione insomma, registrare il proprio nome a dominio è un investimento che costa poco e rende molto. Al giorno d’oggi sarebbe un errore non farlo.
Perché chi offre servizi su Internet dovrebbe usare una piattaforma di registrazione domini b2b dedicata?
Vi sono svariate ragioni per cui un hosting provider, una web agency o un webmaster dovrebbero affidarsi a un servizio professionale di registrazione domini b2b, invece che alle solite, rinomate piattaforme online che tutti conosciamo.
Volendo sintetizzare tuttavia, le motivazioni sono sostanzialmente due: chi ti offre il servizio quanto è focalizzato sul prodotto che propone? E quanto è ampio il target di clientela a cui si rivolge?
VENDERE TANTI PRODOTTI DIFFERENTI
(qualsiasi cosa tu desideri, noi ce l’abbiamo!)
Ma perché volere un fornitore per un singolo, specifico servizio? L’ideale è avere un unico interlocutore che risponda a tutte le nostre esigenze, giusto? Ni.
Sulle prime, può sembrare una bella idea registrare i domini da un fornitore presso il quale acquisti magari già altri prodotti. E’ comodo e veloce! Probabilmente basterà fare qualche click in più nel pannello che sei già abituato a utilizzare e il gioco è fatto. Ma da chi stiamo acquistando? Si tratta di qualcuno che ha una profonda conoscenza del prodotto oppure, giusto per fare del cross-selling, i domini vengono offerti solo perché è possibile venderti anche quelli… e quindi perché non farlo?
I domini possono sembrare un prodotto “stupido”, una commodity; ma se fai hosting, realizzi piattaforme web o crei siti web, costituiscono le fondamenta sulle quali poggia il tuo intero business. Ritrovarti con un problema su un dominio può compromettere tutti i servizi che eroghi alla tua clientela, con conseguenze potenzialmente disastrose. Per questo motivo è fondamentale affidarti a chi tratta i domini con la dovuta attenzione, e non li considera semplicemente un qualcosa in più da venderti.
Rivolgersi a un operatore che offre una singola tipologia di prodotto aumenta le probabilità che il livello del servizio sia adeguato alle tue necessità. Avrai la garanzia che chi registra i tuoi domini è concentrato su quel prodotto, punta a fare poche cose e bene, piuttosto che cercare di venderti di tutto pur di massimizzare le rendite, spesso a scapito della qualità.
VENDERE A TANTI CLIENTI DIFFERENTI
(diffidare dei servizi generalisti)
Sei un professionista o un utente finale?
Estremizzando ancora di più il concetto: con i domini ci giochi o ci lavori?
Se registri i domini per lavoro, per quale motivo utilizzi lo stesso fornitore di chi lo fa “per gioco”? I servizi che si rivolgono “a tutti” hanno un grosso problema: cercando di accontentare “tutti”, non soddisfano pienamente nessuno.
Un servizio ibrido b2c e b2b, rivolto sia a utenti finali che a professionisti, fa sicuramente comodo a chi vende, perché consente di ampliare il numero di potenziali clienti a cui rivolgersi. Per te che acquisti però, l’ideale è trovare un servizio studiato per venire incontro alle tue precise esigenze. A livello di tranquillità e affidabilità paga più che rivolgersi a un servizio generalista.
In altri settori una netta divisione tra b2c e b2b, tra retailer e grossisti, è la prassi. Quando si parla di Internet invece, forse a causa della sua relativa giovinezza, capita che la classica catena di rivendita venga stravolta. E così ti trovi nel supermercato sotto casa a comprare (a caro prezzo) bancali di bottiglie di vino, che venderai poi nel tuo ristorante.
Davvero credi che un servizio utilizzato anche dai tuoi stessi clienti, da chi per motivi personali registra un singolo dominio, sia l’ideale anche per te che gestisci, professionalmente, decine, centinaia se non migliaia di domini conto terzi?
Utilizzeresti lo stesso approccio in altri ambiti? Pensaci.
Scegliere un servizio pensato esclusivamente per la rivendita dei domini, che escluda del tutto l’utente finale, consente di ottenere non solo dei prezzi inferiori, ma di usufruire anche di altri vantaggi che un servizio generalista non può dare. Si pensi ad esempio a un’assistenza più rapida e qualificata, perché è scontato che i clienti siano dei professionisti del settore e che conoscano tecnicismi come whois e dns. Oppure alla fatturazione, che avverrà per volumi o a consuntivo, invece che generare una fattura per ogni singolo domino. Tutto ciò non porta solo a un risparmio di denaro, ma anche di tempo e di risorse.
Last but not least, un problema di natura strategica. Se acquisti un prodotto comprandolo dove potrebbe farlo anche il tuo cliente, quanto ci vorrà prima che quest’ultimo ti “scavalchi” e vada lui stesso ad acquistare dal tuo fornitore? Di fatto, stai portando i domini che gestisci (e i tuoi clienti) da un potenziale concorrente! Il giorno che il tuo cliente dovesse scoprire il prezzo che paghi i servizi che gli rivendi, potresti venire eliminato facilmente dall’equazione.
La soluzione? Una piattaforma di registrazione domini b2b dedicata
In conclusione, conviene dubitare di chi afferma di poter fare tutto e bene. Dai fiducia a chi ha fatto di uno determinato argomento la sua professione, meglio ancora se ha investito tempo e risorse per confezionare il suo servizio attorno alle tue specifiche esigenze.
Perché registrare domini con nomeasy?
Questo sito è gestito da nomeasy, un Registrar accreditato al Registro dei domini .it (qui la sua scheda sul sito del Registro IT). L’attività principalmente svolta è quella di registrare nomi a dominio… ma è innegabile che le alternative non manchino.
La domanda quindi è ovvia:
Perché registrare domini con nomeasy.com invece di rivolgersi ai soliti servizi blasonati? Share on XRispondendo in una frase: i grandi operatori hanno i loro pregi, ma sovente difettano in qualità e velocità dell’assistenza, oltre a fornire un servizio generalista.
UN GROSSO E LENTO PACHIDERMA
Gli stessi punti di forza (appartenere a una grande struttura, poter permettersi di fare prezzi aggressivi) rischiano di essere causa di diverse debolezze, dovute all’essere ciò che potremmo definire “un grande carrozzone”. La divisione in compartimenti ad esempio, con difficoltà a dialogare tra loro, lenti nel prendere decisioni, non aiuta quando ci si trova di fronte a un problema urgente. Pensa all’assistenza divisa per livelli, gestita attraverso operatori telefonici o ticket anonimi che costringono a lunghe attese, nella speranza che quanto prima la tua richiesta venga “scalata” finalmente a una persona in grado di soddisfarla. Capire chi sia il responsabile di un certo disservizio o chi possa risolverlo richiede spesso di districarsi tra diverse persone e dipartimenti, costretti magari a descrivere ogni volta il problema daccapo.
Una perdita di tempo che, soprattutto se con i domini ci lavori, non vuoi e non puoi proprio permetterti. “Fatemi parlare immediatamente con chi può risolvere velocemente il mio problema.” Punto.
ACCONTENTARE TUTTI PER NON SODDISFARE NESSUNO
Inoltre, i grossi operatori offrono tanti servizi e sono raramente focalizzati su una precisa tipologia di clientela: cercano di vendere un’infinità di prodotti a una larga fascia di clienti, senza distinguere tra utenza professionale e utenti finali. Ciò porta spesso a un servizio generalista, che va bene un po’ a tutti ma non soddisfa realmente nessuno.
Intendiamoci, non c’è nulla di male in ciò. Tuttavia, se fai un uso professionale dei domini, se i nomi a dominio costituiscono un servizio fondamentale per la tua attività, potresti necessitare di un’offerta studiata maggiormente per venire incontro alle tue esigenze.
Nomeasy offre proprio questo: un servizio di registrazione domini b2b, riservato esclusivamente a hosting provider, web agency e consulenti Internet in generale. Ogni procedura è stata pensata per agevolare chi lavora a livello professionale in Internet, come te. Escludere gli utenti finali, oltre a consentire una struttura più snella, permette di focalizzarsi su una specifica tipologia di utenza, agevolando un rapporto diretto e immediato con essa. Registrare domini con nomeasy significa evitare le lungaggini che si sperimentano tipicamente con i grossi operatori, e avvantaggiarsi di un servizio realizzato appositamente per rispondere alle tue specifiche esigenze.
Se sei curioso ti saperne di più, visita il sito www.nomeasy.com.